Sebastiano Pasquini

Famiglie nobili

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Il segreto del marchese Di Lorenzo di Noto

Scopri i misteri delle famiglie nobili italiane con storie di figli naturali, genealogie sorprendenti e simboli araldici come la 'brisura di bastardigia'. Un viaggio dalla dinastia Di Lorenzo ai legami con i Borgia, fino al fascino contemporaneo di Noto tra eventi celebri e nuove narrazioni.

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Chapter 1

Dinastie, figli naturali e segreti di famiglia

Giulia Bianchi

Ciao a tutti e bentornati a “Famiglie nobili”. Oggi io e Marco vi portiamo tra intrighi, stemmi misteriosi e figli naturali: insomma, i segreti che spesso si nascondono dietro le grandi dinastie italiane. Marco, ti va se partiamo dalla storia dei Di Lorenzo, così emblematica?

Marco Rossi

Assolutamente, è davvero un caso interessante perché mostra come la nobiltà italiana abbia spesso gestito con una certa... diciamo diplomazia, la questione dei figli nati fuori dal matrimonio. Cioè, a volte bastavano poche righe di testamento, oppure una lettera, per riconoscere ufficialmente — o indirettamente — questi figli. E con i Di Lorenzo abbiamo proprio un esempio classico: Don Antonino Di Lorenzo, marchese di Castelluccio e barone di Granieri, era una figura brillante, eh, nel senso che parliamo di un personaggio importante a Noto, anche sindaco tre volte!

Giulia Bianchi

Sì, tra l’altro lui non solo era un mecenate, ma aveva una vita abbastanza movimentata pure dal punto di vista privato. Aveva sposato Anna Maria Seppi ma, nel 1902, ebbe un figlio, Corrado, da Santina Castello. E quello che è affascinante per noi genealogisti è proprio la serie di documenti che testimoniano questo riconoscimento: lettere, testamenti e anche vere e proprie doti patrimoniali lasciate al figlio. Ecco... Ad esempio, in un testamento del 1947, rende ufficiale il riconoscimento di Corrado lasciandogli una rendita in frumento, se non ricordo male sei salme all’anno.

Marco Rossi

Hai ragione, e nelle lettere si vede anche la premura di Don Antonino, come quella in cui organizza il battesimo con il parroco e predispone un appartamento per il piccolo Corrado. C’è quasi una doppia vita scritta tra le righe di questi documenti.

Giulia Bianchi

Sai, Marco, mi hai fatto venire in mente quel caso in Toscana che ho trovato una volta durante una ricerca... volevo vedere un semplice atto di battesimo e invece mi sono imbattuta in uno stemma con quella che si chiama “brisura di bastardigia” — cioè, un segno araldico che indica proprio la discendenza naturale. Non se ne parla spesso, ma sono dettagli che raccontano molto di più di quanto sembri a prima vista. Mi ero quasi emozionata, perché a volte la storia di una famiglia passa proprio da piccoli simboli rimasti nascosti per generazioni!

Marco Rossi

È vero! La brisura di bastardigia è proprio uno di quei dettagli che pochi notano ma che aprono interi capitoli nascosti. E forse passerei proprio da qui per parlare di genealogia, stemmi e anche di come si è ricostruito tutto l’albero dei Di Lorenzo...

Chapter 2

Genealogia e simboli: Dai Di Lorenzo ai Borgia

Marco Rossi

Quello che trovo straordinario nei Di Lorenzo, Giulia, è come la genealogia sia stata ricostruita incrociando atti di stato civile, ricerche storiche e persino il supporto dello Studio Araldico Pasquini. Cioè, non si sono fermati solo ai libri d’oro o alle raccolte di nobiltà stampate, ma hanno voluto davvero “certificare” ogni nodo dell’albero genealogico.

Giulia Bianchi

Già, Marco, e questa attenzione è stata fondamentale anche per regolarizzare ufficialmente lo stemma, con il famoso filetto nero di bastardigia che parla da solo.

Marco Rossi

Sì, qui in Italia spesso si usava proprio il filetto nero trasversale su uno stemma, come fai notare tu…

Giulia Bianchi

Esatto, e in effetti questa differenza di segnaletica araldica cambia davvero la percezione della storia familiare: diventa un modo, quasi gentile e pubblico allo stesso tempo, di custodire un “segreto” che poi tanto segreto non è. E il fatto che tutto sia stato verificato dallo Studio Pasquini e dal Registro Araldico Italiano dà ulteriore peso alle ricerche.

Marco Rossi

Sì, perché stemma e genealogia vanno sempre letti insieme, come un vero romanzo a più capitoli. E spesso, da questi emblemi, si aprono collegamenti che dal passato arrivano prepotentemente nel nostro presente. E a proposito di presente... Noto oggi è tutto fuorché una cittadina dimenticata, eh!

Chapter 3

Il fascino di Noto oggi: celeb e nuove narrazioni

Giulia Bianchi

Hai detto bene, Marco. La Val di Noto è diventata un piccolo epicentro di storie, eventi, moda e cultura. Solo negli ultimi anni… pensiamo al compleanno di Madonna festeggiato lì come un evento esclusivo, la figlia di Sting che celebra il suo matrimonio tra barocco e mandorli in fiore, una puntata di White Lotus girata in città e poi, beh… il Palazzo Castelluccio acquistato da Rocco Forte per diventare un hotel di lusso. E pensare che fino a qualche anno fa, diciamolo, Noto interessava solo a una cerchia molto ristretta.

Marco Rossi

Hai proprio ragione, e questa nuova luce su Noto ha avuto un effetto a catena: Corrado Rizza, discendente diretto dei Di Lorenzo, ha deciso di produrre un docufilm sulla storia della famiglia. E non solo... tanta gente, ora, vuole riscoprire le proprie radici, magari facendo ricerche genealogiche che fino a pochi anni fa sembravano roba da studiosi eccentrici! Per sapere quando uscirà il docufilm basta visitare gli account facebook e Instagram di Corrado Rizza.

Giulia Bianchi

Verissimo, lo vedo anche io dalla quantità di richieste che ricevo… Diciamo che il fascino del luogo, questi eventi chic e la riscoperta degli antichi palazzi hanno dato nuova vita alle storie nobiliari. Le genealogie non sono più solo vecchi alberi polverosi; oggi diventano documentari, libri, esperienze da vivere durante un viaggio. Insomma, le antiche famiglie, tra stemmi e segreti, sono di nuovo protagoniste.

Marco Rossi

E magari la prossima volta parleremo proprio di come queste nuove narrazioni cambino il valore della memoria storica, eh Giulia? Io intanto ti ringrazio e saluto tutti quelli che ci hanno ascoltato fin qui.

Giulia Bianchi

Grazie a te, Marco, e grazie a chi ci segue ogni volta in questo viaggio tra storie, simboli e antiche dimore. Alla prossima puntata di “Famiglie nobili” — ciao Marco!

Marco Rossi

Ciao Giulia! Alla prossima.